23 settembre 2013

Ciao, Massimiliano, sono Roberto.
Avrei dovuto scriverti già da un po’ di giorni perché il libro l’ho finito in un batter d’occhio. E questo è sicuramente uno dei pregi del libro stesso. Mi hanno sempre insegnato – lo so come lettore e come autore – che se un libro lo divori in poco tempo vuol dire che oltre che
gradevole è anche avvincente. Comunque non sta a me giudicarlo; io ho soltanto il compito di dargli voce. Però se come autore apprezzi la sincerità di chi ti legge, posso complimentarmi con te per la buona riuscita, anche se per amor di verità, certe storie faccio fatica a digerirle. Sicuramente è un problema mio. Ma mi è sembrato di cogliere molta disperazione. I tuoi sono dei personaggi senza speranza. E forse questo è il mondo letterario in cui hai voluto di proposito inserirli. Anche il loro linguaggio, la loro quotidianità è fatta di giornate senza domani, dove tutto è una farsa ignobile. Tutto questo per dirti che la drammaticità della storia mi ha profondamente colpito. Io forse per la mia formazione, avrei cercato un punto positivo; qualcosa che potesse far volgere al meglio la vicenda che infine ti lascia davvero l’amaro in bocca. Comunque, a parte queste mie impressioni strettamente personali, sicuramente verrà apprezzato. Complimenti per lo stile. Scrivi davvero bene; i termini sono tutti al posto giusto (linguaggio un po’ forbito!!!) e anche le descrizioni ambientali o introspettive sono davvero ben congeniate.