Un incontro casuale e un piano diabolico per cercare di diventare un signor nessuno.
Un uomo e il suo doppio (un gemello). È una storia di solitudini che s’incontrano e si spalleggiano. «Il signor Gnec», opera seconda di Massimiliano Levrangi (Liberedizioni, pagg. 124, 12 euro), è una storia inusuale sia per il linguaggio, sia per la costruzione. Una prima parte dedicata allo scavo psicologico del personaggio principale (chiamato Gnec per il suo intercalare), una seconda più d’azione.
L’io narrante è quello di Andrea, un giovane uomo poco meno che quarantenne che ha passato una quindicina d’anni in galera per un duplice omicidio (una lei e un amico con cui la tradiva). Naturalmente una vicenda che l’ha segnato profondamente e, come accade, la figura di lei non l’ha mai abbandonato, è quasi un incubo costante.

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