Biografia

Massimiliano Levrangi, ingegnere bresciano, svolge un’attività appagante nel settore della formazione e nei momenti liberi si dedica alla scrittura, soprattutto la mattina presto, con la mente lucida e il lavoro che ancora non chiama. Ama osservare il mondo con i suoi silenziosi dettagli, che dicono molte cose, e spesso è da lì che nascono le sue storie. È al suo terzo romanzo. Prima de “Il rapinatore”, uscito in stampa a dicembre 2016, ha pubblicato nel 2008 “In bilico (e non trattasi di autotrasportatore)” e nel 2013 “Il signor Gnec”.

È un perfezionista, ma si lascia un po’ andare quando improvvisa ai fornelli oppure quando si attacca al microfono per cantare qualche evergreen circondato dagli amici che, sin dai tempi dell’università, non mancano di prenderlo affettuosamente per i fondelli, facendo da contraltare al commento tagliente del papà che gli domanda: “vet a cantoflà?”… chissà da chi avrà ereditato quel suo stile ironico e pungente.

È un filino vanesio e gli piace tenersi in forma camminando con le bacchette e correndo all’aria aperta (per carità, non parlategli di palestre), aggiungendoci qualche flessione e un paio di addominali, sempre con l’occhio vigile su quello che lo circonda conscio che la vita, spesso, è meglio della fantasia e se sai prestare attenzione ti regala situazioni paradossali, amare e comiche che lui ama trasformare in aneddoti e poi in storie e poi in libri. Fatevi raccontare di quella volta che durante una delle sue corsette campagnole ha incrociato una con due tette enormi (lì la sua capacità di percepire i dettagli non è stata essenziale) e, incapace di distogliere lo sguardo da tanta generosità, non ha colto il bordo del marciapiede finendo a terra lungo e disteso come una pelle di fico.
Gli piacciono libri e film che parlano di persone, leggete i suoi libri e capirete perché.